Composizione Del Fumo


     
     
     

Il fumo che si sprigiona dalla combustione delle sigarette, dei sigari e dal tabacco da pipa, contiene sostanze sia allo stato di gas che in forma di polveri. Quest'ultime sono molto fini: hanno un diametro medio di 0,22 micron che consente loro di raggiungere i bronchioli e gli alveoli polmonari. Fra le oltre 4.000 sostanze diverse presenti nel fumo di sigaretta (di cui circa la metà si formano durante il processo di combustione), quattro gruppi sono particolarmente dannosi per l'organismo:

1) NICOTINA
2) MONOSSIDO di CARBONIO
3) IRRITANTI e OSSIDANTI
4) CANCEROGENI

 

La nicotina è una sostanza alcaloide la cui percentuale media nel tabacco di sigaretta è intorno all'1-2%; pertanto una normale sigaretta da 1 gr, che contiene circa 10-20 mg di nicotina con un passaggio nel fumo di circa il 10%, conterrà 1-2 mg. di nicotina. Una sigaretta cosiddetta leggera contiene meno di 1 mg di nicotina perché confezionata con particolari tipi di tabacco. La nicotina è un alcaloide il cui assorbimento da parte del fumatore cambia a seconda che il fumo venga inalato o no. Alcuni esperimenti con nicotina "marcata" con elementi radioattivi, hanno dimostrato che un fumatore che inala, assorbe oltre il 95% della nicotina; se non inala l'assorbimento è di circa la metà. Naturalmente la quota non assorbita oltre a quella della combustione passiva va nell'ambiente circostante "a beneficio" dei presenti. La nicotina assorbita facilmente dalla mucosa dei bronchi e degli alveoli attraverso il sangue, in circa 8 secondi raggiunge i principali organi bersaglio: cervello, ghiandole surrenali, fegato e di nuovo apparato broncopolmonare e viene eliminata con le urine sotto forma di cotinina. Può essere interessante sapere che la velocità di diffusione della nicotina attraverso la barriera ematoencefalica è doppia rispetto a quella dell'eroina. La nicotina è un agente farmacologico molto potente che agisce a piccole dosi ma che è mortale dopo somministrazione unica di 60 mg. La nicotina è responsabile della dipendenza e dà tolleranza (o assuefazione); ad essa è imputabile la sindrome di astinenza che può presentarsi nelle brusche sospensioni dei forti fumatori (irritabilità, sensazione di malessere, ridotta concentrazione, sonnolenza, crisi di bulimia, etc.).
Questa sostanza oltre a determinare quella che viene indicata come nicotino-dipendenza è responsabile di vari altri effetti (per es. sul sistema cardiovascolare e bronchiale).

Questo è lo stesso gas velenoso contenuto nei gas di scarico delle automobili e nei gas di città. La quantità di monossido di carbonio che si libera prevalentemente dalla combustione incompleta di una sigaretta e che viene respirata è di circa 20 mg e non viene trattenuto da nessuno dei comuni filtri. Il CO è una sostanza molto tossica per il sangue e le fibre muscolari specie del cuore. E' un gas micidiale che ha una speciale affinità per l'emoglobina (circa 200 volte superiore a quella che l'emoglobina ha per l'ossigeno) formando carbossiemoglobina molto stabile. Ciò comporta che essendoci meno emoglobina libera nel sangue, meno ossigeno sarà trasportato alle cellule dei vari tessuti. Tutto ciò ha una enorme importanza nei pazienti con insufficienza respiratoria, nei cardiopatici e infartuati, e negli atleti influendo negativamente sulla loro performance in quanto meno sangue ossigenato arriva a livello muscolare

Queste sostanze sono presenti nel fumo di sigaretta sia sotto forma di polveri (fenoli, acidi organici, aldeidi etc.) che in forma di gas (formaldeidi, biossido di azoto, acetone, etc.) e provocano irritazione delle mucose respiratorie e congiuntivali. Nel soggetto che non inala il fumo le alterazioni sono limitate al faringe-laringe per cui la mucosa è ipereremica, ipertrofica con presenza di secrezioni. Nel forte fumatore che inala, il faringe, il laringe ed i bronchi sono egualmente interessati. Nel gruppo delle sostanze irritanti vanno inclusi anche gli ossidanti e radicali liberi che sono sostanze capaci di pirossidare, cioè di invecchiare le mucose bronchiali e di determinare la progressione della bronchite cronica verso l'enfisema. In ogni boccata di fumo ne sono contenuti una quantità impressionante: 1015 (1 con 15 zeri, un numero impronunciabile). Il gruppo delle sostanze irritanti ha un'azione tossica specialmente sulle alte e basse vie respiratorie in quanto alterano uno dei principali meccanismi di difesa della mucosa bronchiale la cosiddetta CLEARANCE MUCO-CILIARE: gli irritanti determinano una alterazione funzionale fino alla paralisi delle ciglia vibratili della mucosa bronchiale con un ristagno di muco e di sostanze tossiche e cancerogene intrappolate dentro e con possibilità di sovrainfezioni da parte di virus e batteri; di conseguenza dalla bronchite acuta alla lunga si passerà alla bronchite cronica fino all'enfisema polmonare attraverso la forma ostruttiva.

 

E' ormai accertata l'esistenza di una relazione causale fra tabacco e alcuni tipi di tumore. Nel fumo di sigaretta vi sono molte sostanze che possono provocare tumori a vari organi e apparati (polmone, bocca, faringe, esofago, laringe, vescica, fegato e cervice uterina). Le sostanze cancerogene si dividono in due categorie: gli INIZIATORI o CARCINOGENI (idrocarburi policiclici come il benzene e il benzopirene (cancerogeno per il polmone e la pelle), il 4-amino-bifenile (cancerogeno per la vescica) e l'acrinonitrile (cancerogeno per il fegato) che da soli possono provocare un tumore ma che per· per crescere ed affermarsi hanno bisogno
dei PROMOTORI o CO-CARCINOGENI che possono essere presenti nel fumo di tabacco (Polonio 210 che è una sostanza radioattiva alfa, mitrosamine, nickel e radicali liberi) o anche nell'ambiente esterno (Radon e asbesto). Fra i promotori di neoplasia o carcinogeni meritano un'attenzione particolare il Polonio 210 e l'Asbesto. Il Polonio 210 è una sostanza radioattiva alfa di derivazione del Radom 222 e Uranio presente nelle foglie di tabacco. Il pericolo da radiazioni alfa da Polonio è dovuto al fatto che il Po 210 diventa volatile alle temperature di una sigaretta accesa (800° C), e si attacca rapidamente e con forza alla superficie delle particelle di fumo che poi si depositano nell'albero bronchiale. Le radiazioni alfa emesse dalle particelle emittenti polonio penetrano le cellule dei bronchi, alterando il DNA del nucleo e possono favorire e provocare il cancro. La contemporanea esposizione a Po 210 e ad idrocarburi policiclici aromatici (IPA), determina un rischio di ammalarsi di tumore polmonare molto alto, ben superiore alla semplice somma dei singoli effetti (IPA + Po 210). Analoga amplificazione del rischio si ha con l'esposizione all'amianto. Infatti il fumatore esposto all'amianto presenta un aumento di rischio di tumore bronchiale di 50 rispetto al rischio 5 di un esposto non fumatore (5 x 10 = 50 dove 10 rappresenta il rischio di un fumatore non esposto all'asbesto).

 

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